Come essere un turista sostenibile: 5 domande da porti

Essere un turista sostenibile - Lijiang Old town, lago con ponte e pagoda in autunno

Come essere un turista sostenibile: 5 domande da porti

Cos’è il turismo sostenibile?

Cosa posso fare per essere un turista sostenibile? Come posso diventarlo?

Queste e altre domande simili sono sempre più frequenti tra chi ama viaggiare e, al contempo, ha o sta sviluppando una coscienza etica e una sensibilità che lo portano ad interessarsi al tema della sostenibilità del viaggio. In questo post, andremo a vedere quali sono i punti per poter definire il nostro modo di viaggiare “sostenibile”. Vi lascerò infine 5 domande da porvi per valutare se siete già dei turisti sostenibili – e magari non ve ne siete ancora resi conto!

Tempio tibetano nello Yunnan Meili Snow Mountain- essere un turista sostenibile

 Cos’è il turismo sostenibile?

Il WTO (World Tourism Organization, l’Organizzazione Mondiale del Turismo), definisce il turismo sostenibile quella forma di turismo che “soddisfa i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”.

Secondo il WTO, le caratteristiche principali del turismo sostenibile sono:

  • l a protezione delle risorse ambientali
  • la possibilità delle comunità locali di poter beneficiare dell’attività turistica, sia in termini di reddito sia in termini di qualità della vita
  • la possibilità per i visitatori di vivere un’esperienza di qualità

Il turismo sostenibile si pone come. obiettivo la condivisione dei suoi benefici tra tutti gli attori coinvolti nel settore – governi locali, privati, società civile, comunità e turisti – affinché si realizzi uno sviluppo olistico del turismo stesso. Un’attenzione sempre maggiore è volta alle comunità locali, affinchè sia garantito il loro coinvolgimento a livello decisionale, gestionale ed economico nell’attività turistica.

Negli ultimi anni è cambiato l’approccio del pubblico nei confronti del turismo, sicuramente anche grazie ai social o, in generale, al web, che hanno contribuito alla sensibilizzazione e allo sviluppo di un modo più etico di viaggiare.

Il turista è sempre più un viaggiatore, che nel viaggio ricerca una vera e propria esperienza, non una semplice vacanza.

Nel cercare di essere un turista sostenibile, occorre stare attenti a due grandi trappole che, a mio avviso, sono sempre in agguato: autenticità dell’esperienza e impatto del viaggio.

Essere un turista sostenibile - Yunnan tempio tibetano con bandierine tibeetane tra i monti di Shangrila

Autenticità


Quando, durante un viaggio, usufruiamo di un qualsiasi tipo di servizio che ci promette di entrare in contatto con la cultura e le tradizioni del luogo (una visita guidata, un esperienza gastronomica, un particolare rito o una cerimonia..), riusciamo a cogliere l’effettiva autenticità di cosa ci viene proposto? Siamo certi di essere a contatto con il vero patrimonio di usi e tradizioni del popolo ospitante? Riteniamo che la nostra presenza di turisti/viaggiatori possa contribuire alla salvaguardia di questo patrimonio? O siamo davanti ad una mercificazione della stessa cultura che ci viene proposta come “autentica”, ma che in realtà è declassata a pura merce di scambio, assieme alla popolazione a cui appartiene?

In Cina, ad esempio, nella regione dello Yunnan, mi è capitato di assistere ad una cerimonia chiamata “Water Splashing Festival”. Si tratta di una tradizione della minoranza etnica Dai, nella zona del Xishuangbanna. Un rito di purificazione tramite vere e proprie secchiate come buon auspicio per il nuovo anno. La cerimonia a cui io ho assistito, tuttavia, aveva ben poco di autentico, bensì era un vero e proprio spettacolo organizzato ad hoc per turisti, con tanto di orario di inizio e posti a sedere per il pubblico. Niente di più freddo e finto, eppure a molti spettatori – per lo più cinesi – sembrò essere piaciuta. A me è rimasto un enorme senso di delusione e amarezza davanti alla spettacolarizzazione di una cerimonia che per la comunità locale ha un valore sacro.

Essere un turista sostenibile significa ricercare l’autentico, senza aspettative o preconcetti. Significa andare oltre pacchetti confezionati appositamente per accontentare chi desidera semplicemente tornare a casa contento di aver trovato esattamente ciò che si aspettava.

Essere un turista nello Yunnan - festival dell'acqua con donne che si schizzano sotto una fontana

Impatto

Che ci piaccia o no, il turismo è un’attività altamente impattante.

L’ impatto sarà positivo se lo sviluppo del turismo andrà a valorizzare i punti di forza della località, contribuendo alla salvaguardia di un determinato ambiente naturale, di una specie animale o di una particolare tradizione culturale. Se contribuirà ad accrescere nelle comunità locali la consapevolezza del loro patrimonio, attivando dinamiche di micro-imprenditorialità con i benefici economici e sociali che ne conseguono. Se creerà nuovi posti di lavoro tra la popolazione, che non sarà più costretta a dedicarsi ad attività illecite per sopravvivere. L’impatto sarà positivo anche se sarà rispettata la capacità ricettiva di una località, senza alterarne gli equilibri naturali e sociali.

Tornando all’esempio della Yunnan, durante il mio viaggio ho conosciuto dei ragazzi che lavoravano come guide per accompagnare i turisti da una delle città principali, piuttosto inflazionata dal turismo (Lijiang) alla scoperta del patrimonio naturalistico circostante attraverso escursioni e attività di trekking in montagna. Questi ragazzi erano stati formati da delle ONG, che rendendoli consapevoli delle risorse del loro territorio, li avevano indirizzati verso questa attività nel settore turistico salvandoli da attività di contrabbando o dalla disoccupazione, a cui erano destinati.

L’impatto del turismo sarà, invece, negativo, se quest’ultimo sarà fonte di degrado, inquinamento, abusi edilizi. Se nel suo sviluppo non considererà la fragilità di alcuni habitat naturali o di specie animali in via di estinzione. Se sarà la causa di una mercificazione della cultura e della popolazione locale. Se eccederà nel numero di turisti in arrivo, senza considerare la reale capacità ricettiva della località, stravolgendo i ritmi della comunità locale e del suo ambiente. Se andrà ad arricchire le tasche di tour operator stranieri, limitandosi a sfruttare risorse umane e ambientali dell’area in questione.

Essere turista sostenibile vuol dire interrogarsi prima e durante il viaggio sul tipo di impatto che la mia presenza avrà sulla località che andrò a visitare, e compiere scelte che mi consentano di vivere un’esperienza di accrescimento per me e per la comunità che mi ospiterà.

Il viaggio etico e responsabile inizia, quindi, già dalla fase della progettazione, scegliendo con cura i servizi e gli operatori con cui entrerò in contatto.

Alla luce di queste considerazioni, ecco 5 domande che possiamo iniziare a porci per capire se siamo nella giusta direzione per essere un turista sostenibile.

Essere un turista sostenibile - Lijiang Old town nello Yunnan, lago con ponte e pagoda in autunno

Sono un turista sostenibile?

  1. A chi appartiene la struttura in cui alloggio? Ad una multinazionale che molto probabilmente porterà altrove i suoi introiti o a un imprenditore locale, che trarrà diretto beneficio dall’ospitare turisti nella sua terra?
  2. Dove sto pranzando o cenando? In una catena di ristoranti internazionali o in un ristorante locale, provando la vera cucina tradizionale?
  3. La struttura in cui alloggio che impatto ha nell’ambiente circostante? E’ armoniosa con esso o stona completamente?
  4. Con chi sto viaggiando? Con un piccolo gruppo autonomo o con una grande comitiva organizzata da un tradizionale tour operator?
  5. Sto conoscendo la cultura del posto in cui mi trovo? Sto entrando in contatto con la popolazione locale, magari grazie ad una guida scelta in loco che mi accompagna in poche ma approfondite visite, o sto compiendo un tour de force depennando dalla lista quante più possibili attrazioni io riesca a visitare?

Teniamo sempre presente che la sostenibilità, nel viaggio come nella vita quotidiana, non è una gara alla perfezione di coscienza. E’ un percorso di crescita ed evoluzione. Se non riusciamo a rispondere in maniera “sostenibile” a tutte e cinque le domande, non significa che dobbiamo abbandonare l’idea di essere un turista sostenibile.

Sia che si stia affrontando un viaggio di un mese in un lontano paese in via di sviluppo, sia che si stia trascorrendo un fine settimana in un borgo della nostra regione, tutti noi abbiamo la possibilità di dare un contributo alla località in cui ci troviamo.

Il primo passo per essere un turista sostenibile sta, in fin dei conti, far si che la nostra presenza lasci un segno positivo. E a volte può essere semplicemente un sorriso sul volto di chi ci ha aperto la propria Casa.

Se avete altri spunti che possono essere utili per valutare l’effettiva sostenibilità di un viaggio, scrivetemeli nei commenti…Sono sicura che possiamo aggiungere molte altre domande alla mia lista!

Essere un turista sostenibile - Yunnan, old town di Lijiang, lago con pagoda e alberi con colori autunnali

Eleonora Maritan
eleonoramaritan@gmail.com